quest'anno ho letto abbastanza, chè ho avuto un estate riflessiva, diciamo. e allora ho fatto in anticipo il solito torneo alla nanni moretti e in finale c'è arrivato sandro veronesi e gipi. praticamente un derby, ma ce lo aspettavamo. la scoperta singolare è che bulgakov è stato stracciato da sandrone dazieri e non è arrivato chè ai sedicesimi - bulgakov non si discute, d'accordo, ma, sebbene sia un gran maestro, non mi parla abbastanza vicino all'orecchio. son troppo vecchia, evidentemente.
altra sorpresa, fuori gara perchè il tomino non l'ho finito, è ignazio marino. sì, quello che si presenterà alle primarie del pd dell'ottobre prossimo. il libro è un regalo, chè io generalmente la saggistica non la frequento, ed è un regalo che voleva dire, anzi urlare: "ma voti 'sta gente qua?! massei scema!", e invece, devo dire che nonostante la pedanteria e il name dropping costante il libro si legge.
poi pensavo ai giornali, alle riviste. cioè poi pensavo che un mucchio di questa roba ci avrebbe guadagnato molto se si fosse limitata nella lunghezza anzichè doversi inventare per forza un sistema per raggiungere le duecentocinquanta pagine d'ordinanza. e allora pensavo che ci vorrebbe una rivista, che protegga la naturale diversità di estenzione. ma non una roba che quando la vedi su uno scaffale ti fa lo stesso effetto di un meridiano di grazia deledda. una roba pop, accattivante tipo il nuovo animals, che però usa solo storie brevi brevi.
poi pensavo - l'ultima cosa eppoi basta - che ci sono degli autori che incrocio in modo carsico, altalenante, casuale. a distanza di anni anni e anni. e uno di questi per esempio è pasolini, un altro è bukowski, un'altra la austen, perfino il mio amatissimo conrad. ecco vorrei che mi ricordassero loro che debbo vederli di più, sarebbe comodo se mi mandassero delle cartoline, ogni tanto.
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