Claudio Lippi è tanto più ingiustificato quanto più focalizzato a livello visivo su quel suo testone pieno di capelli inverosimili eppure – ne sono certa – tutto frutto di naturale dote, si fa sempre più largo l'ipotesi che a ideare i palinsesti della patria tv sia rimasto l'ultimo dei dadaisti. Mi pregio di rilevare che il pomeriggio della domenica di canale cinque, per mano di una Barbara D'Urso circonfusa di luce, ci regala il talent supremo dal titolo pressappoco "chi sarà il nuovo Claudio Lippi" requisiti saper presentare, recitare, cantare e – attenzione – ballare (nota infatti la maestria del nostro nel librarsi in mazurke tanto quanto in scatenati balli del qua qua). È data per scontata l'attitudine al buonismo e al commento finto sapido. Giudice della kermesse: il voto popolare, espresso alla presenza dell'imitando Claudione Lippi che in tutto il suo bietolante splendore scende dalla scala di ottantasette gradini in 1' e 47'', stringendo mani agli ottuagenari in deliquio e struffando i capelli dei più giovani (e per più giovani si intende fino ai trentacinque, e magistralmente il Claudio si guadagna occhiate che promettono gomme bucate). Assiso nel trono del Meglio del Colosseo, si trova ad altezza occhi la tibia della D'Urso sistemata – evidentemente grazie ad un avveniristico complesso di corde e carrucole – a metà quota tra noi poveri umani e il blu del cielo popolato da unicorni, che soave ma allegra lo incensa chiedendo: chi mai potrà eguagliare la carriera di Claudio Lippi? Il quale giurerei che per un attimo perfino si vergogna, ma è un lampo: non c'è tempo da perdere: incalza la presentazione dei candidati. Confesso che crollo svenuta e m'abbandono a un sonno nient'affatto ristoratore che si avviluppa con moto circolare attorno al grande quesito: ma quanto si divertono gli autori di domenica5?
lunedì 19 ottobre 2015
martedì 13 ottobre 2015
Il capo del mio capo
quando se ne andrà, sarà brutto. fai conto, è così: https://www.youtube.com/watch?v=0bL5obKexck
lunedì 12 ottobre 2015
facce da lunedì
per anni per me il lunedì è iniziato la domenica sera, poi - e credevo non sarebbe successo mai, perciò improvvisamente - da qualche mese il giorno di inizio della settimana è tornato il lunedì e la domenica pomeriggio ha ritrovato il suo normale passo di cazzeggio in casa, nullafacenza espansa, montaggio mobiletti, piumoni, pizze al gorgonzola, fabio fazio. e sono così grata di questo cambiamento, che il lunedì mattina sono le vostre facce da lunedì mattina che mi mandano di traverso la giornata.
martedì 6 ottobre 2015
lo zen
esercizio di oggi: ritrovare la concentrazione e la pace interiore compiendo un gesto ripetitivo e trattenendo in testa "mia madre è strana mi dà del figlio di puttana". nemmeno i bonzi fanno meglio.
giovedì 1 ottobre 2015
mercoledì 30 settembre 2015
familiarità
riconosco il tuo umore dalla voce, so quanti passi ti portano davanti alla mia porta - e sicchè prevedo quando è il momento di chiudere l'homepage del sito di Internazionale prima che tu me la veda sul desktop al posto della pratica sulle garanzie collaterali di rinforzo patrimoniale.
venerdì 4 settembre 2015
continuamente si fanno
chiacchiere da bar per sfangare la giornata noiosa, e intanto ci formiamo opinioni superficiali che si radicano il giusto ma che verranno ripetute al prossimo giro di chiacchiere da bar e via via in perpetuo. l'eterno ritorno della stupidezza. rivaluterei il parlare del calcio nazionale, se non fosse diventato un argomento impegnativo e serissimo.
giovedì 3 settembre 2015
HIP - HOP
l'hai scritto su tutti i muri, hai pienato la città. adesso basta, su. abbiamo capito il tuo neutro grido di dolore, la tua noia del pomeriggio, fermati prima di diventare troppo coraggioso, fermati prima che ti sfarini dalle legnate. per adesso continui ad essere quasi simpatico, monotono coglione che scrivi hip pop in comic sans al giro, mi muovi empatia colla tua la noia, l'assenza di significato da reiterare affinchè ne trovi uno dalla propria moltitudine, l'infrazione un po' timida un po' guardinga alla regola, la mano tremante, il topexan nel mobiletto del bagno. però dai, adesso basta, rincomincia la scuola, rimettiti a istoriare banchi, diari e compiti scritti di biologia, disegna cazzetti al margine dei libri di matematica, manga sul diario della compagna di banco non figa ma plausibile. hai preferito quasi sempre posti in cui producevi poco danno, cassette della luce, muri di palazzi veramente veramente brutti, solo vicino a porta pispini - o alle taverne, non mi ricordo - hai violato un muro di mattoni di un qualche pregio e l'hai fatto in piccolo, ben visibile ma in piccolo, facciamo che è l'unico danno che hai fatto. ti do l'amnistia plenaria, sarò il tuo papa indulgente dell'arredo urbano. però mo basta, HIP-HOP, basta, pentiti e falla finita che cadano le foglie dai platani e il tuo indice dalla boboletta spray. orsù.
mercoledì 2 settembre 2015
complicità
anzi mai perchè poi uno invecchia dà le cose per scontate, affoga nei rivoli, si perde a preoccuparsi della lunghezza del divano, del colore della macchina, dell'umore del capufficio, delle doppie punte di uozzap, delle ovaie delle amiche, delle ginocchia delle nonne, della cena del pranzo e del tè colla menta, insomma invecchiando la domanda che si fa strada, é
giovedì 20 agosto 2015
mi chiedo, colpevolemente en passant
se sia un errato approccio da parte mia, ipercritico, della produzione culturale che incrocio di rado intorno e soprattutto ormai proveniente da dentro il pc. uso questa categoria dirimente delle cose: da dentro il pc e fuori dal pc. dove pc sta per personal computer, e esserne dentro sta per destinato a non essere raggiungibile altrimenti. concettualizzando: sono cose che stanno dentro al pc quelle che non avrei potuto incontrare se non ne avessi avuto uno, (o più realisticamente che non avrei potuto incontrare se non avessi avuto tempo da perdere in agosto a lavoro).
compiuto il lavoro di concetto, vai col sentimento. quale è richiesto sia lo sguardo verso i molti progetti di produzione e critica culturale? come se si guardasse i bimbi in spiaggia giocare nella pista delle biglie o il torneo di biliardo vero?
sabato 15 agosto 2015
perchè questa città, siena
la mia bella città, si sente minacciata da una manifestazione del partito animalista? perchè questo polverone e questo nervosismo? ha a che fare con la seccatura di avere dei guastafeste in casa in un giorno sacro allo spirito dei cittadini, e lo è, e grossa. è lo stesso tipo di fastidio che proverebbe il prete se gli andassero a dire che l'acqua del battesimo fa prendere freddo agli infanti. eppoi c'è il fatto che rode, rode assai, sapersi usati come sgabelli per conquistare il riflettore migliore.
ma lasciando da parte questi umani sentimenti, perchè agitarsi? siamo sicuri delle nostre ragioni, di una sicurezza molto vantata e - non me ne intendo ma credo al genius loci - molto fondata. che vengano e protestino se credono, accogliamo il dissenso dall'alto della nostra forza, che è quella di chi ha ragione. calmi, nobili, in pieno esercizio di civiltà.
(e se invece il timore è che la reputazione della città ne soffra, prendiamocela con gli uffici stampa nostri e non con le manifestazioni altrui. una volta che s'ha ragione ci si mette a fa questione? via, non vi si può più sentì.)
venerdì 17 luglio 2015
yo bro
noi ci capiamo al volo vero, raga? oh yeah, oh, yeah. nemmeno da dirlo. siamo tutti uguali e molto speciali. bella raga.
martedì 7 luglio 2015
lunedì 29 giugno 2015
meno male c'è mamma
sennò del palio si sapeva una sega anche a questo giro, pur a quattrocento metri dall'ombelico del corpo.
nell'ambiente molto macho
dove lavoro si parla spesso della differenza tra tattica e strategia, stufa di chiedere spiegazioni, l'estrama ratio: yahoo answers. ho capito subito.
"La tattica è quella che metti in atto per passare una buona serata con il tuo ragazzo. La strategia è quella che metti in atto per convincerlo a sposarti"
giovedì 11 giugno 2015
mercoledì 20 maggio 2015
in ogni ufficio c'è un
nerd che sa sistemare pc e stampanti e anche uno che si crede ma non è capace. e questa è una grande verità dell'esistenza.
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